«Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via». Così Cesare Pavese descriveva una tensione che conosciamo bene: quel desiderio umano di partire e, allo stesso tempo, il bisogno di sapere che esiste ancora un luogo in cui tornare, che ti accoglie.
C’è chi decide di lasciarlo, quel posto, in cerca di qualcosa, ma a 20 anni non sai ancora cosa. Sei curiosa, hai fame, vuoi scoprire, conoscere. Lo faceva Gaetano - Massimo Troisi - nel 1981 in Ricomincio da tre, quando lascia la sua Napoli e emigra a Firenze. Lo fa Lenù nei romanzi di Elena Ferrante, fuggendo dal rione per diventare scrittrice, per poi tornarci laggiù, di continuo. E, in modi diversi, lo facciamo un po’ anche noi.
Abbiamo tutti bisogno di radici da rinnegare o rivendicare al bisogno, una linea di partenza per sondare la distanza percorsa nei momenti in cui fatichiamo a riconoscerci allo specchio.
In psicologia sociale ha un nome. Si chiama “doppia appartenenza”: la condizione di chi non taglia il filo

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