Per i pm, «Sempio ha mentito» quando ha detto di aver telefonato a casa Poggi il 7 e l'8 agosto perché non sapeva che Marco era partito per la vacanza, mentre in realtà tentò un approccio con Chiara. Quando il 4 ottobre 2008, poi, è stato sentito «per vagliare il suo alibi» di fronte «a domande più precise» si è sentito «male». E ancora dodici anni fa, nel corso dell'appello bis a Stasi, con le sue ricerche ha dimostrato «particolare interesse e preoccupazione per la questione» Dna sulle unghie. Nel 2016, poi, quando è finito indagato nell'inchiesta archiviata, «si è attivato immediatamente», assieme al padre, per «reperire soldi per pagare gli investigatori». Nell'interrogatorio del febbraio 2017 ha mentito «facilmente», essendo «venuto a conoscenza degli elementi di prova a suo carico».
Altro elemento, per i pm, il fatto che il 26 febbraio 2025, all'inizio della nuova indagine, avrebbe gettato nella spazzatura appunti che «si ricollegano all'omicidio». Su questo nei giorni scorsi i