Napoli, Sampdoria, Milan. Quella di Angelo Pagotto, oggi 52 anni e allenatore dei portieri al Pistoiese, sembrava una carriera ben avviata. Tutto è stato rovinato dalle squalifiche. La prima per doping, contestata, poi la seconda acclarata per tracce di sostanze stupefacenti: «Nel primo caso, il processo penale ha confermato lo scambio di provette, anche se poi non si è trovata “la pistola fumante”. Nel secondo, ho fatto una cavolata io e non mi sono mai nascosto, ma la radiazione (poi ridotta a otto anni di squalifica, ndr), è stata una mazzata – ha detto in un’intervista rilasciata a Fanpage –. Ho vissuto momenti difficili, ho perso la famiglia e ho ricominciato da capo. Ho fatto il cameriere, il cuoco, il magazziniere. Ho cercato di sopravvivere, ma non mi sono mai dato per vinto. Ero sicuro di riuscire ad uscirne. Oggi, però, dopo un lungo percorso, finalmente sto bene: vivo sulle montagne, faccio il bagno nei ruscelli ghiacciati e alleno i miei ragazzi. Con loro sono tornato indie

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