Chiunque di noi abbia avuto la sfortuna di dover correre verso un pronto soccorso ha davanti a sé il ricordo del colpo d’occhio. Sale d’attesa strapiene, persone gravemente ferite o bisognose di cure immediate mescolate ad altre che - soprattutto nei giorni di festa e con bambini piccoli - si presentano in ospedale per problemi di solito affidati al medico di famiglia, disponibili solo nei giorni feriali. L’abitudine tutta italiana di scambiare quei luoghi per un ambulatorio sempre aperto negli anni ha spinto più di una Regione a imporre ticket per i casi meno gravi, l’unico modo per dissuadere l’uso di strutture già carenti di mezzi e personale.
Sin dall’inizio degli anni Duemila alcune Regioni - le quali in materia godono di autonomia (quasi) piena - hanno sperimentato una soluzione a metà fra l’antico ambulatorio del medico di base e l’ospedale vero e proprio. La prima “Casa della Salute” nasce nel 2004 in Emilia, e lentamente diventa un modello da imitare, istituzionalizzato con u

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